DOP Atlas

Trent’anni di registrazioni

Delle 332 DOP e IGP alimentari italiane oggi nel registro europeo, 66 sono entrate nel 1996, l’anno di partenza: il 19,9% del totale. Metà dell’elenco era già registrata nel 2008; dopo il picco del 2009–2011 il ritmo è calato, e negli ultimi dieci anni ne sono arrivate 43.

Anno per anno

Ogni colonna è un anno, l’altezza il numero di denominazioni alimentari italiane registrate quell’anno e ancora oggi nel registro. Il 1996, in rosso, è l’anno di partenza e resta, da solo, il più ricco di ingressi.

1996200620162026
Denominazioni alimentari italiane per anno di registrazione UE. Massimo dopo il 1996: 24 nel 2010. Fonte: registro eAmbrosia.
PeriodoRegistrateDOPIGPTotale cumulato
1996–20001087533108
2001–2005452916153
2006–2010643133217
2011–2015592930276
2016–202033825309
2021–202623320332

Il 1996, in due giorni

Le 66 registrazioni del 1996 sono avvenute in due sole date. Il 21 giugno 1996 entrarono 30 denominazioni italiane, tra cui Arancia Rossa di Sicilia, Asiago, Casciotta d'Urbino, Fontina, Gorgonzola e Grana Padano. Il 2 luglio 1996 ne arrivarono altre 36. Da allora nessun giorno ha più portato tanti nomi italiani insieme.

Dopo la partenza il ritmo rallenta: 20 nel 1997, 12 nel 1998, appena 3 nel 1999. Metà dell’elenco attuale, 166 denominazioni, è stata raggiunta nel 2008.

Il secondo slancio

Il triennio 2009–2011 è il più ricco dopo il 1996: 63 registrazioni, con il massimo di 24 nel 2010. Poi la curva scende di nuovo. Il 2019 è l’anno con meno ingressi, 1 soltanto, e il 2020 ne conta 11. Negli ultimi dieci anni, dal 2017 al 2026, le nuove denominazioni sono state 43, il 13,0% del totale.

Il registro però non si è fermato: il 2026 ha già portato 6 nuove denominazioni, l’ultima il 22 ottobre 2026.

Chi registra oggi

Le 43 denominazioni arrivate dal 2017 in poi non sono distribuite in modo uniforme. La Campania (7), la Puglia (6) e la Sicilia (6) sono le regioni che ne contano di più; l’Abruzzo, la Lombardia, il Molise, la Valle d'Aosta e il Veneto non ne hanno registrata nessuna. Nel primo decennio, tra il 1996 e il 2005, la regione con più registrazioni era l’Emilia-Romagna, con 26; dal 2017 ne ha aggiunte 2.

RegioneDal 20171996–2005Totale
Campania71230
Puglia61125
Sicilia61536
Basilicata5314
Calabria41022
Lazio31330
Trentino-Alto Adige3917
Emilia-Romagna22646

Anche qui un prodotto con la zona su più regioni conta in ciascuna. L’ultima data di ogni regione è nella guida le regioni con più DOP e IGP.

Che cosa è cambiato

Cambia anche il tipo di prodotto. Gli oli extravergine sono quasi tutti della prima stagione: 37 su 51 registrati entro il 2005. L’ortofrutta è il cuore del decennio successivo, con 61 registrazioni tra il 2006 e il 2015. I prodotti da forno e la pasta, quasi assenti all’inizio (3 entro il 2005), sono una delle famiglie più vivaci dell’ultimo periodo: 9 dal 2016.

Categoria1996–20052006–20152016–2026Totale
Formaggi3119656
Salumi2812646
Oli extravergine376851
Ortofrutta e cereali456124130
Forno e pasta310922
Aceti2103
Altri prodotti714324

Lo stesso spostamento si vede nelle sigle: le prime registrazioni sono in larga parte DOP, quelle recenti soprattutto IGP. I dettagli sono in DOP, IGP e STG: che cosa cambia.

Le ultime arrivate

  • Oliva Alta Daunia DOP · Ortofrutta e cereali
  • Capocollo di Martina Franca IGP · Salumi
  • Olio dei Colli di Bologna IGP · Oli extravergine
  • Zampina di Sammichele di Bari IGP · Salumi
  • Peperoncino di Calabria IGP · Ortofrutta e cereali
  • Erbazzone Reggiano IGP · Forno e pasta

Per vedere tutte le registrazioni di un periodo, imposta gli anni nel filtro: le denominazioni dal 2017, dalla più recente; oppure quelle del 1996.

Il conteggio riguarda le denominazioni oggi registrate, per data di registrazione nel registro dell’Unione europea; non comprende vini, bevande spiritose e STG.

Fonti: Registro UE eAmbrosia, consultato il 27 ottobre 2026 (© Unione europea, CC BY 4.0); elenco MASAF delle DOP e IGP del 15 ottobre 2026 (CC BY). Come leggiamo i dati: metodo e fonti. Altre guide.